RIESCO, CRESCE L’INCLUSIONE SOCIALE E LAVORATIVA

“Togli i numeri alle cose ed esse periranno”, scriveva Agostino. Per un’impresa sociale come la nostra è fondamentale ripassare i numeri in cui si concretizza la nostra mission fondativa: quella di sviluppare un’impresa che apra opportunità di lavoro per persone con disabilità.

Nel 2020 (e tutt’ora) il 34% del personale della Riesco è disabile. Quando si dice 34% stiamo parlando di una trentina di volti e storie.

I tirocinanti non rientrano nel 34% ed i tirocini sono circa quindici all’anno. Quindi con i 30 assunti più i 15 tirocinanti (impegnati nei nostri laboratori con obiettivi occupazionali e/o di socializzazione) arriviamo a 50 persone con disabilità.

Se consideriamo anche i percorsi per persone che affrontano una disoccupazione di medio/lungo periodo (e quindi beneficiari di Politiche Attive del Lavoro regionali), Riesco crea opportunità di lavoro, supporto ed accompagnamento per 60 persone su 110 lavoratrici e lavoratori complessivi (pari al 55%).

In termini di ore lavorate di personale solo con disabilità (esclusi i tirocini) ogni anno è circa il 15%, e nel 2020 – nonostante il lockdown – è cresciuto, arrivando al 17%.

Cosa ci dicono i numeri? I numeri, si sa, vanno letti ed interpretati. Però emerge chiaramente che stiamo perseguendo la nostra mission sociale: più di metà delle persone che lavorano in Riesco sono “fragili”. Dare valore e far funzionare questa fragilità è la parte più importante del nostro lavoro.